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La pandemia vista dagli occhi di un bambino

Giunge alla mail di redazione una lettera toccante di un bambino di soli 12 anni che descrive perfettamente la tragedia sociale che si sta vivendo

Ciao amico mio, come va? La mia vita è cambiata totalmente dall’inizio di questa pandemia, mi ha sconvolto la quotidianità e devo dire che purtroppo mi ci sto abituando!

Quanto vorrei tornare alla vita quotidiana ma purtroppo non si può.

E’ strano pensare che fino ad un anno fa eravamo tutti a scuola, sui nostri banchi e facendo ricreazione tutti insieme, ci divertivamo con i professori, fuori da scuola giocavamo a calcio con i nostri amici e c’erano più di 1000 modi per divertirsi… E da un giorno all’altro questa pandemia ci ha rinchiusi in casa ed ha stravolto il mondo.

Mi sento solo e rinchiuso senza una via di fuga e la paura diventa ansia, apprensione verso tutto e tutti, sto diventando scontroso con tutti e non so se è un mio cambiamento personale che prima o poi avrei dovuto avvertire oppure un cambiamento che mi ha portato la pandemia.

Il rapporto con i miei genitori va bene anche se a volte abbiamo le nostre divergenze… E credo sia normale. Con i miei amici ho un buon rapporto, almeno la pandemia mi ha fatto conoscere nuove persone e ci divertiamo tutti insieme, siamo a distanza ma è come se fossimo qui, uno accanto all’altro, come se non importassero le restrizioni, le mascherine, il coprifuoco, è come se non fosse accaduto nulla.

Purtroppo ci sono ancora ragazzi a cui non importa nulla di ciò che sta succedendo al mondo e fanno come se nulla fosse, senza mascherina, senza distanza tra di loro e persino senza un’ora di ritorno a casa. Per questo non so cosa fare, in realtà non posso far nulla, posso solo sperare che cambino e abbiano anche un po’ di rispetto di noi, che siamo rinchiusi in casa dalla mattina alla sera.

Lo studio prosegue bene e non posso lamentarmi, però devo ammettere che a volte ho le mie distrazioni e i miei problemi che vanno al di sopra dello studio, so che ciò è sbagliato e sto cercando di migliorare e di mettere lo studio al primo posto ovviamente.

Anche del risultato del primo quadrimestre non posso lamentarmi, certo che avrei potuto dare di più però apprezzo la professoressa di italiano che mi ha sempre compreso, nei momenti più difficili mi è stata vicina rialzandomi sempre e cercando di non farmi andare per la strada sbagliata, nonostante le mie cadenze ha deciso di premiarmi per quello che secondo lei è giusto e io non so come ringraziarla.

Per le altre materie è andata anche bene e mi aspettavo di peggio.

Dal punto di vista scolastico credo che sia meglio cambiare rotta e dare il massimo assumendo più responsabilità verso me e tutti gli altri che mi stanno attorno.

P.S. Mi aspetto una lettera da parte tua, ricordatelo!

M.S.

Foto: pixabay

L’articolo La pandemia vista dagli occhi di un bambino scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

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