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Recovery Fund: dalle cure domiciliari agli ospedali di comunità a gestione infermieristica, tutti i punti

Il Recovery Fund ha messo a disposizione 7 miliardi di euro da spendere in 5 anni per cambiare il modello di Sanità le cui falle di sistema sono state evidenziate dall’emergenza sanitaria.

L’approvazione definitiva del progetto sulla distribuzione del Recovery Fund arriverà da UE entro settembre. In seguito, il ministro della Salute Roberto Speranza dovrà avviare la riforma.

I punti del piano Recovery Fund per la sanità sono stati analizzati da Milena Gabanelli e Simona Ravizza sul “Corriere della Sera”. Il primo punto cruciale del nuovo assetto sono le “Case della Comunità” che riuniranno in un’unica struttura di quartiere i medici di famiglia, gli specialisti, infermieri e assistenti sociali. L’idea è di avere una “Casa” funzionale sempre e ben attrezzata ogni 20mila abitanti.

Il secondo punto riguarda gli “ospedali di Comunità“, strutture a gestione prevalentemente infermieristica da 20/40 posti letto. Sarà presente uno ogni 50mila abitanti. Non si tratterà di edificare tutte nuove strutture, ma anche di adattare e riconvertire quelle già esistenti.

Il terzo punto riguarda le cure domiciliari. Il numero dei pazienti seguiti a casa va portato dai 701.844 di oggi a 1,5 milioni.

L’altra priorità riguarderà le “Centrali operative territoriali” con funzione di coordinamento dei vari servizi che possa sostenere lo scambio di informazoni tra gli operatori sanitari e fare da punto di riferimento per i familiari caregiver.

Infine, l’ultimo punto riguarda i medici di famiglia. Il loro coinvolgimento andrà ampliato e l’ambulatorio del medico dovrà inserirsi nell’ambito delle Case di Comunità.

L’articolo Recovery Fund: dalle cure domiciliari agli ospedali di comunità a gestione infermieristica, tutti i punti scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

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