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Coronavirus, le misure del Dpcm firmato da Draghi

All’esame dell’aula della Camera oggi il Decreto Covid, già approvato lo scorso 13 maggio dal Senato, recante non solo le misure di contenimento dell’epidemia applicate nel periodo dal 7 aprile al 30 aprile 2021, ma anche la limitazione della responsabilità penale degli esercenti la professione sanitaria durante il periodo dell’emergenza Covid, il cosiddetto “scudo penale“.
 
Il decreto prevede all’articolo 1 le misure di contenimento dell’epidemia da applicare nel periodo dal 7 aprile al 30 aprile 2021.
 
Con l’articolo 2 dispone, nello stesso periodo di riferimento, lo svolgimento in presenza delle attività, dai servizi educativi dell’infanzia e scuola dell’infanzia, fino al primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado (salvo condizioni di eccezionale contagiosità e diffusione del morbo). Per gli altri anni di istruzione, le previsioni sono invece diverse a seconda ci si riferisca a zone rosse ovvero a zone gialle e arancioni.

Decreto Covid: quello che riguarda i professionisti della sanità

L’articolo 3 esenta i somministratori del vaccino contro il Covid- 19 (i quali si siano attenuti alle indicazioni concernenti la relativa somministrazione) dalla responsabilità penale per omicidio colposo o lesioni personali colpose, qualora tali eventi si producano in conseguenza della vaccinazione.

L’articolo 3-bis prevede che durante lo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, i fatti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza, sono punibili solo nei casi di colpa grave. Ai fini della valutazione del grado della colpa, il giudice dovrà tenere conto, tra i fattori che ne possono escludere la gravità, della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da Sars-Cov-2 e sulle terapie appropriate, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, oltre che del minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato impiegato per far fronte all’emergenza.
 
L’articolo 4 disciplina un obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 per il personale sanitario e socio-sanitario. Meglio, per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e studi professionali.
 
L’articolo 5 regola la manifestazione del consenso al vaccino contro il Covid-19, per i soggetti che versino in condizioni di incapacità naturale.
 
L’articolo 9 proroga termini in materia di rendicontazione del Servizio sanitario regionale al 15 luglio.
 
Con l’articolo 10-bis si stabilisce che per le figure di direttore generale, direttore scientifico, direttore amministrativo e direttore sanitario degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) si applicano, per quanto non disciplinato dal predetto decreto legislativo n. 288 del 2003, le norme di cui all’articolo 3-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ivi inclusi i commi 11 e 12 relativi al trattamento di quiescenza e di previdenza, anche con riferimento alla figura del direttore scientifico.

L’articolo Decreto Covid. Scudo penale per gli operatori sanitari è quasi legge scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

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