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Cos’è l’Herpes Zoster e come gestire le lesioni create dalla patologia? Il ruolo fondamentale dell’Infermiere esperte o specializzato in Wound Care.

Il termine “Herpes zoster” deriva da due parole: “herpes” dal sostantivo “herpetón” e “zoster”, che in greco classico ,significano rispettivamente “serpente” e “cintura”. Nella tradizione popolare, l’Herpes zoster è noto anche come il “fuoco di Sant’Antonio”.

In base all’interpretazione mistico-religiosa, infatti, l’eremita fu tormentato nel deserto dal diavolo che si manifestava sotto forma di serpente. Sant’Antonio Abate (250-356 circa) aveva la fama di taumaturgo e guaritore, e da secoli, per il suo rapporto con “quel grande Spirito di fuoco” che lui stesso aveva ricevuto, è associato a differenti malattie con la caratteristica comune di provocare dolore e bruciore intensi. Così, quando furono trasferite le reliquie del Santo in Francia, nell’XI secolo, tutti coloro che soffrivano di gravi malattie dolorose e urenti , poi identificate come zoster, sifilide,erisipela (infezione batterica acuta della pelle), ergotismo da segale cornuta (malattia tossica di origine alimentare), gli rivolsero le loro preghiere.

La varicella e l’herpes zoster sono causati dal virus varicella-zoster (herpes virus umano 3); la varicella è la fase acuta di infezione primaria del virus, mentre l’herpes zoster rappresenta la riattivazione del virus dalla fase latente.

L’Herpes Simplex Virus si divide in:

  • Herpes Simplex Virus di tipo 1 (HSV-1): è il virus responsabile dell’Herpes Orale e nello specifico dell’Herpes Labiale; questa è la forma più diffusa (e anche la più contagiosa) di infezione da HSV-1 in tutto il mondo. L’infezione da Herpes Simplex Virus di tipo 1 è frequente soprattutto nei primi 5 anni di vita. Oltre all’Herpes Orale, in alcuni casi l’HSV-1 può dare luogo anche a Herpes Genitale.
  • Herpes Simplex Virus di tipo 2 (HSV-2): questo tipo di virus si trasmette per via sessuale ed è il responsabile dell’infezione nota come Herpes Genitale.

L’herpes zoster infiamma:

  • i gangli sensoriali;
  • la cute del dermatomero associato;
  • talvolta le corna anteriori e posteriori della sostanza grigia;
  • le meningi;
  • le radici dorsali e ventrali.

Si possono distinguere :

  • Lo zoster genicolato (sindrome di Ramsay Hunt, herpes zoster oticus) che deriva dalla partecipazione del ganglio genicolato. Si verificano otalgia, paralisi facciale, e talvolta vertigini. Si ha un’eruzione vescicolare nel canale uditivo esterno e si può avere ageusia a livello dei due terzi anteriori della lingua.
  • L’ herpes zoster oftalmico è dovuto ad interessamento del ganglio di Gasser, con dolore ed eruzione vescicolare intorno all’occhio e sulla fronte, nel territorio di distribuzione di V1 della branca oftalmica del V (trigemino) nervo cranico. La malattia oculare può essere grave. Vescicole sulla punta del naso (segno di Hutchinson) indicano coinvolgimento della branca nasociliare, con un alto rischio di interessamento grave a livello oculare. Tuttavia, il coinvolgimento dell’occhio può verificarsi in assenza di lesioni sulla punta del naso.
  • Lo zoster orale è raro ma può produrre una precisa distribuzione unilaterale delle lesioni. Non si osservano sintomi prodromici a carico del cavo orale.

L’herpes zoster si verifica frequentemente nei pazienti più anziani e negli HIV positivi ed è più frequente e grave negli immunodepressi, poiché in questi pazienti l’immunità cellulo-mediata è diminuita. Non ci sono fattori precipitanti ben definiti.

Il periodo di incubazione dell’ herpes zoster è compreso tra 2 e 12 giorni e la contagiosità è maggiore quando i sintomi sono presenti, ma la trasmissione può avvenire anche in loro assenza. Spesso, dopo una prima fase caratterizzata da eruzione cutanea, febbre e vescicole, che dura tra le 2 e le 3 settimane, il virus rimane latente per molto tempo all’interno dell’organismo, nei gangli nervosi.

Questo può poi riattivarsi in seguito a numerosi eventi, come:

  • Esposizione eccessiva alla luce solare;
  • Ciclo mestruale ;
  • Interventi chirurgici;
  • Traumi;
  • Stress fisici o emotivi:
  • Sistema immunitario compromesso;
  • Malattie febbrili;
  • Gravidanza;
  • Carenze nutrizionali;
  • Allattamento;
  • Periodi di forte stress psicofisico;
  • Chemioterapia o radioterapia;
  • Malattie che colpiscono il sistema immunitario come l’ HIV e in soggetti fragili con difese immunitarie deboli o compromesse come negli anziani.

I sintomi iniziali possono includere:

  • mal di testa;
  • sensibilità alla luce;
  • sintomi semi-influenzali (cioè senza febbre);
  • prurito;
  • formicolio;
  • zone con eruzione di rash cutaneo.

Sintomi dolorosi possono verificarsi in caso di eruzione cutanea e gonfiore che tende a verificarsi su un lato del corpo come un sintomo precoce (solitamente su viso e petto). Ci può essere dolore, intorpidimento o formicolio nella zona per 2-4 giorni prima e potrebbe anche persistere più a lungo dopo l’eruzione stessa.

Generalmente dopo 1-3 giorni dopo la formazione del virus si avvertono dolore ed eruzioni cutanee con vescicole, che diventano piene di pus e poi formano delle croste. In alcuni casi, si può avvertire solo dolore senza l’ eruzione cutanea o delle bolle.

Il rash cutaneo scompare perché le croste si staccano dopo 2-3 settimane, ma possono lasciare delle cicatrici.

La trasmissione di questo virus avviene principalmente attraverso il contatto diretto o indiretto con il fluido delle vesciche e raramente può essere trasmesso nelle goccioline di saliva dal naso e dalla bocca. In ogni caso è consigliabile evitare il contatto ravvicinato con persone che risultano affette da virus herpes zoster fino a dopo la guarigione dell’eruzione delle vescicole.

E’ fondamentale mettere in atto alcune misure preventive che mirano a ridurre la trasmissione:

  • Evitare di condividere oggetti personali : stoviglie, spazzolini da denti, asciugamani , rasoi etc.
  • Evitare il contatto con lesioni erpetiche attive: ad esempio non baciare soggetti con vescicole orali e astenersi dai rapporti sessuali in caso di vescicole sui genitali
.
  • Evitare il sesso non protetto: limitare il numero di partner sessuali e fare sesso protetto può aiutare a prevenire il contagio durante la fase acuta dell’infezione, anche se questa misura da sola non basta. Il contagio infatti, potrebbe avvenire in seguito al contatto con aree non coperte dal profilattico
.
  • Misure igieniche adeguate: è fondamentale lavare spesso le mani , non condividere oggetti personali ed evitare il più possibile di grattarsi e toccare prima le zone infette e in seguito altre zone del proprio corpo non interessate dall’infezione, al fine di evitare il contagio e le infezioni secondarie delle lesioni.

Le complicanze possono essere:

  • Ben il 15% delle persone affette da herpes zoster sviluppano la nevralgia posterpetica e la maggior parte di questi casi si verifica in persone con più di 50 anni di età e nelle persone che hanno un sistema immunitario indebolito a causa di un’altra malattia, come il diabete o l’infezione da HIV.
  • Può verificarsi una estensione di virus zoster disseminata su gran parte del corpo e può colpire il cuore, polmoni, fegato, pancreas, articolazioni, e tratto intestinale. L’infezione può diffondersi ai nervi e causare debolezza temporanea.
  • Complicazioni al nervo cranico che possono includere: infiammazione, dolore e perdita di sensibilità in uno o entrambi gli occhi, intenso dolore all’orecchio, una eruzione cutanea intorno all’orecchio, bocca, viso, collo e cuoio capelluto e la perdita di movimento nei nervi facciali (sindrome di RamsayHunt).
  • Altri sintomi possono includere la perdita dell’udito, vertigini e ronzio alle orecchie, perdita del gusto e della bocca asciutta e gli occhi possono anche essere coinvolti.
  • Cicatrici e scolorimento della pelle.
  • Infezione batterica delle vesciche.
  • La debolezza muscolare nella zona della pelle infetta prima, durante o dopo l’ herpes zoster.

Una delle complicanze più comuni è rappresentata dal dolore spesso quasi intollerabile, che compare anche dopo un mese dalla guarigione delle vescicole cutanee o può ripresentarsi. Ciò viene classificato come caso di nevralgia post-erpetica. Tale dolore può persistere per molto tempo e non è chiaro perché si possa verificare solo in alcune persone.

Per alleviare il dolore causato da un virus di herpes zoster, il medico potrebbe prescrivere dei farmaci che possono contenere:

  • Paracetamolo: l’antidolorifico più comunemente usato che è disponibile senza prescrizione medica. In ogni caso si consiglia sempre di leggere le istruzioni per assicurarsi che il farmaco sia adatto alla situazione e che si assumi la dose corretta.
  • Anti- infiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS): ad esempio in questa categoria troviamo l’ ibuprofene , medicina alternativa come antidolorifico.

Tuttavia, questi farmaci non sono da assumere in caso di:

  1. problemi di stomaco,
    2. reni,
    3. fegato,
    4. asma,
    5. stato di gravidanza ,
    6. allattamento.
  • Oppioidi: sono prescritti dal medico in caso di dolori piuttosto evidenti negli adulti (ad esempio la codeina). Questo è un tipo più forte di un antidolorifico che potrebbe essere prescritto assieme al paracetamolo.
  • Antidepressivi: se si dispone di un forte dolore a causa di herpes zoster, il medico potrebbe prescrivere anche un farmaco antidepressivo, che potrebbe essere utile nella gestione del dolore causato dal virus. Possono essere particolarmente utili in caso di dolore prolungato.
  • Anticonvulsivanti: sono spesso utilizzati per il controllo delle convulsioni (o attacchi) causate da epilessia, ma tuttavia, possono aiutare anche a gestire il dolore neuropatico. Lavorano stabilizzando l’attività elettrica dei nervi all’interno del cervello. Ad esempio il Gabapentin è il farmaco anticonvulsivante più comunemente prescritto per il dolore derivante dall’ herpes zoster.

Oltre a farmaci antidolorifici, alle persone colpite da virus herpes zoster ,può anche essere prescritto un farmaco antivirale che porta ai seguenti benefici:

  • ridurre la gravità del fuoco di Sant’Antonio, in particolare se si prende nelle prime fasi della malattia;
  • ridurre la durata dell’ herpes zoster;
  • prevenire le complicanze di sviluppo, come la nevralgia posterpetica.

I farmaci antivirali sono più efficaci quando vengono assunti entro 72 ore dall’inizio dell’eruzione cutanea.

Alcuni esempi di farmaci antivirali che solitamente si prescrivono per il trattamento di Herpes Zoster sono:

  • Zovirax;
  • Valtrex;
  • Famvir.

Le cure per herpes zoster aiutano ad alleviare tutta la sintomatologia derivante.

Nel caso in cui si sviluppi il rash cutaneo l’infermiere educa il paziente a trattare l’eruzione cutanee:

  • mantenendo l’eruzione cutanea pulita e asciutta per ridurre il rischio di eruzione infezione da batteri;
  • indossando indumenti larghi, comodi e soprattutto di fibra naturale;
  • evitando di usare cerotti in quanto rallentano il processo di guarigione;
  • utilizzando una medicazione non aderente se si vuole coprire le bolle per evitare di prevenire la trasmissione del virus ad altri;
  • usando una crema o lozione con effetto calmante per alleviare il prurito. Un antistaminico può anche essere utile per prevenire prurito durante la notte.

Per i soggetti a rischio è disponibile un vaccino in grado di prevenire la comparsa del virus e delle relative complicanze. Il vaccino contiene una forma attenuata del virus della varicella-zoster che stimola il sistema immunitario ad agire specificamente contro il virus. Come risultato, il vaccino contribuisce a controllare la riattivazione e la replicazione del virus dentro l’organismo, permettendo così di prevenire lo sviluppo dell’herpes zoster e della Nevralgia Post Erpetica (PHN).

Il vaccino può essere usato anche in persone che non presentano anticorpi anti-VZV e che hanno un’anamnesi negativa per varicella e in coloro che hanno già presentato l’herpes zoster. Viene somministrato per via sottocutanea in una singola dose, preferibilmente nella regione deltoidea.

Le cure naturali per il trattamento del virus sono sempre più note, evitando così i tradizionali farmaci e sfruttando le proprietà delle erbe che sono anti-virali e antimicotiche.

Alcune delle erbe che vengono utilizzate nel trattamento dell’herpes sono:

  • Echinacea: combinata con Andrographispaniculata, è un potente antivirale, che ripara i tessuti infetti per ripristinare la pelle ed inoltre aiuta a ridurre l’infiammazione causata dal virus.
  • Olivo (Olea europaea): le foglie in particolare, ha proprietà antivirali che agiscono contro il virus dell’herpes e, inoltre, induce la diffusione virale e arresta la riproduzione virale.
  • S. Erba di Giovanni (Hypericumperforatum): il notissimo iperico ha proprietà antivirali che aiuta a combattere le infezioni da herpes.
  • Ginseng coreano (Panax ginseng): estratto di ginseng coreano ,contiene anticorpi che aiuta l’ organismo a combattere le infezioni da herpes.
  • Ginseng siberiano (Eleutherococcussenticosus): è efficace nel trattamento delle lesioni da herpes genitale.
  • Melissa (Melissa officinalis): contiene polifenoli che aiutano nella cura del virus dell’herpes.
  • Liquirizia (Glycyrrhiza glabra): è efficace nel controllare l’infezione da herpes virus.
  • Astragalo (Astragalusmembranaceus): contiene polisaccaridi che aiutano a rafforzare il sistema immunitario e pertanto a combattere contro il virus dell’herpes.
  • Goldenseal (Hydrastiscanadensis): è usato per trattare i sintomi di herpes oculare.
  • Sambuco (Sambucuscanadensis): che grazie ai suoi flavonoidi aiuta ad aumentare il sistema
    immunitario.
  • Aglio (Allium sativum): ha ottime proprietà anti-virali.

Nel caso in cui le cure naturali non rispondono al trattamento del virus , occorre consultare il medico per valutare la terapia appropriata.

Si sottolinea l’ importanza del ruolo dell’infermiere nella gestione dell’herpes zoster, in quanto essendo professionista, educa il paziente a seguire un comportamento corretto. Il motore che ha spinto l’autodeterminazione del ruolo infermieristico è l’affermarsi sempre più ponderato del concetto di competenza infermieristica non tanto intesa come competenza giuridica, ovvero ciò che è assegnato dalla normativa, bensì intesa in termini di “conoscenze, capacità/abilità e comportamenti messi in atto dal professionista in un determinato contesto, per raggiungere un determinato scopo”.

Tale frase racchiude in sé quattro concetti fondamentali:

  • valorizzazione dell’esperienza;
  • centralità del soggetto;
  • centralità dell’apprendimento;
  • formazione intesa come processo continuo.

Si tratta di una nuova visione di apprendimento in cui il professionista avrà la possibilità di autovalutare (con strumenti idonei messi a disposizione dalle Aziende Sanitarie) le proprie competenze e di conseguenza sarà più motivato ad inserirsi in percorsi formativi individualizzati e professionalizzanti.

L’obiettivo finale è quello di acquisire maggiori capacità , modificando positivamente l’immagine di sé e del proprio ruolo e quindi di essere sempre più riconosciuto a livello sociale come professionista sanitario. Il continuo aumento di riconoscimento a sua volta, porterà ad una maggior garanzia di qualità dei servizi sanitari (centrati sulla professionalità delle risorse umane che ne fanno parte) che si ripercuoterà su una migliore risposta ai bisogni dei cittadini.

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L’articolo Herpes Zoster e lesioni cutanee: come gestirle? proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.

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