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Ci scrive Elisa, Infermiera: “oggi è i25 aprile, giorno della Liberazione; vorrei tanto che la nostra professione fosse liberata dalla schiavitù”.

Carissimo Direttore,

oggi è per l’Italia la Festa della Liberazione dal nazi-fascismo, ma purtroppo per noi Infermieri la schiavitù non è finita, siamo ancora in una era pre-fascista e pre-nazista.

E si, perché continuiamo ad essere schiavi dei Medici e di una dirigenza infermieristica ostile che ha dimenticato da dove proviene e che scimmiotta la classe medica.

Basta girare nei reparti di tutti gli ospedali italiani o sul territorio per capire che la “liberazione” degli Infermieri non c’è mai stata e che la sanità continua ad essere medico-centrica.

Faccio alcuni esempio:

  • la laurea magistrale e l’accesso al dottorato restano per noi una chimera ad appannaggio di pochi eletti (per colpa del numero chiuso);
  • il vincolo di esclusività per i dipendenti è stato “allentato” solo per la campagna vaccinale;
  • gli stipendi sono rimasti con il valore di acquisto di 20 anni fa;
  • la possibilità di carriera è praticamente inesistente.

E secondo voi perché tutto questo? Perché i Medici non vogliono lasciarci spazi e perché la classe medica dirige ogni cosa, anche la Politica.

Non voglio tediarvi ulteriormente, questa mia missiva vuole essere un invito a riflettere.

Ciao.

Elisa, Infermiera

PS = Se continuiamo a farci la guerra in casa, così come si vede da qualche settimana su alcuni quotidiani infermieristici e socia-network, come pensiamo di diventare una vera famiglia e quindi di lottare tutti assieme per ottenere i nostri diritti? A voi la risposta.

L’articolo Elisa, Infermiera: “nel giorno della Liberazione vorrei tanto che la nostra professione fosse liberata dalla schiavitù”. proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.

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